Questa serie parla dei ranking giovanili italiani e del passaggio al professionismo. Prima dei miei numeri racconto cosa la ricerca sa già e, soprattutto, di chi parlano i numeri delle prossime puntate. È lì che si annidano quasi tutti gli errori.

Vent’anni di ricerca, in poche righe

Al Mondiale juniores su strada ogni nazione porta al massimo sei corridori, e a portarne sei sono solo le nazioni in cima al ranking. Gli Juniores sono la categoria dei diciassette e diciotto anni, che negli studi internazionali si chiama Under 19. Chi ci ha corso ricorda benissimo quanto sia difficile strappare una convocazione. Chi arriva su quella linea di partenza ha superato ogni selezione che il ciclismo giovanile riesca a mettere in piedi. Più predestinato di così non si può.

Eppure nemmeno vincerla, quella gara, garantisce qualcosa. Da quando esiste il Mondiale juniores su strada, solo tre corridori hanno vinto sia quello sia il Mondiale élite: Greg LeMond (juniores nel 1979, élite nel 1983 e nel 1989), Mathieu van der Poel (juniores nel 2013, élite nel 2023) e Remco Evenepoel. È lui il corridore sul podio nella foto di copertina, scattata ai Mondiali juniores di Innsbruck del 2018, l’anno in cui li vinse. Il Mondiale élite lo avrebbe vinto quattro anni dopo, nel 2022.

Nel 2006 un gruppo di ricercatori tedeschi1 ha raccolto i risultati delle grandi gare di venticinque anni di ciclismo: 27 454 risultati di 8 004 atleti di 108 paesi, dal 1980 al 2004, e non solo su strada. Poi ha guardato la stessa storia dai due lati. In avanti: dei ragazzi passati dal Mondiale juniores, quanti hanno poi corso una grande gara fra i grandi, cioè una delle corse che lo studio conta come tali, dai Mondiali ai grandi giri? Trentaquattro su cento. All’indietro: fra gli atleti con risultati nelle grandi gare élite, quanti erano passati dal Mondiale juniores? 29,4 su cento.

Due barre orizzontali: il 34% dei juniores del Mondiale ha poi corso una grande gara élite, il 29,4% degli atleti élite era passato dal Mondiale juniores.

Le due percentuali rispondono a domande opposte, e nessuna delle due va molto oltre un terzo: la maggioranza resta fuori da qualunque lato si guardi.

Le due cifre rispondono a domande opposte e non misurano la stessa cosa. Messe insieme, però, dicono qualcosa di scomodo: andare forte da ragazzi non è indispensabile per arrivare in alto, e non basta neanche lontanamente a garantirlo. Due predestinati su tre non correranno mai una grande gara da grandi, e sette su dieci di quelli che a quelle gare ci arrivano non erano passati da quel Mondiale. Da allora la domanda è stata ripresa in Norvegia, in Belgio, in Spagna, in Olanda e due volte in Italia, su campioni molto diversi fra loro, e le conclusioni si assomigliano parecchio2. Sono cinque.

I futuri professionisti andavano già meglio degli altri da ragazzi. È il risultato più replicato del campo: lo hanno trovato gruppi diversi con metodi diversi.

Il segnale cresce man mano che ci si avvicina al traguardo. Lo studio italiano più citato, su 1 345 corridori delle classifiche federali, indica come momento più informativo il primo anno da Under 23, cioè i diciannove anni.

Sotto i quindici anni, invece, il sospetto è che ci sia poco da vedere. Uno studio belga sui tredici e quattordicenni ha misurato maturazione, coordinazione e capacità motorie: tutto insieme spiegava poco più di un quinto delle differenze nel rendimento in gara due o tre anni dopo. La lettura che se ne è ricavata è che a quell’età si misuri soprattutto chi si è sviluppato prima.

Poi ci sono i test di laboratorio, e qui suona strano. Soglia e watt per chilo descrivono bene il livello di un ragazzo adesso, ma aggiungono poco su dove arriverà. Fa eccezione uno studio spagnolo su 65 Under 23, dove una prova a cronometro di otto minuti separa bene chi diventerà professionista. Quanto bene? Il 54 per cento di quelli che la prova indicava come futuri professionisti ce la fa davvero. Poco più della metà, e si parla di ventenni già selezionatissimi.

Infine il mese di nascita. Nelle popolazioni giovanili i nati a inizio anno sono più di quanti la demografia ne giustifichi, tanto più quanto più l’età è bassa, mentre fra chi arriva l’effetto non si trova. Uno studio su quasi tremila corridori delle squadre Continental dice che l’effetto si vede soprattutto fra chi non ce l’ha fatta. Nella seconda puntata rifaccio quel conto sui miei dati, perché è il dubbio più ragionevole che si possa avere su un risultato a tredici anni.

C’è poi un dato che torna ovunque: la stragrande maggioranza di chi va forte da giovane non arriva comunque. I numeri vanno letti con il loro denominatore attaccato, perché metterli in fila come se misurassero la stessa cosa porta fuori strada. Due su tre dei juniores del Mondiale non correranno una grande gara élite. Il 15 per cento dei primi dieci della classifica Allievi italiana, cioè i quindici e sedici anni, ha poi fatto punti nel World Tour, il circuito di primo livello. Cinque su quarantotto di un’intera annata olandese sono arrivati a una squadra Continental, il gradino più basso del professionismo, o superiore2. I punti di partenza sono diversi (i convocati, i primi dieci, tutti) e lo sono anche i traguardi. La scala cambia ogni volta, la direzione resta la stessa.

Restano fuori due cose, e sono il buco che questa serie prova a riempire. Nessuno ha mai guardato i tredici e quattordici anni partendo dai risultati di gara su una popolazione ampia e non preselezionata: gli studi italiani cominciano dagli Allievi, quello belga include gli Under 15 ma solo per chi aveva già un piazzamento nei primi dieci. E nessuno studio basato sui risultati di gara ha mai scritto quanti dei ragazzi segnalati poi arrivino. Eppure è esattamente il numero che useresti per decidere.

Ci sono poi due cose che gli studi non dichiarano mai. Non le ho trovate in nessuno dei ventidue che ho riassunto2, e me ne sono accorto provando a rifare i conti da capo.

La prima è da quanti si parte. I convocati al Mondiale, i primi dieci, i ragazzi a ranking sono già il risultato di una selezione, e quanti fossero prima non lo scrive nessuno. Senza quel numero due percentuali di due studi diversi non si possono mettere in fila: sotto hanno popolazioni diverse.

La seconda è che un ragazzo che smette di comparire nelle classifiche viene contato come se avesse smesso di correre. Gli imbuti di questa letteratura si costruiscono così, e chi non compare più nella categoria successiva finisce fra i persi. Nessuno ha verificato quanta parte di quelle sparizioni sia invece gente che continua a correre senza più andare a punti, o che rientra l’anno dopo. Quanti rientrano lo misuro più avanti in questa puntata. Non sono pochi.

Non posso farne una critica dall’alto, perché valgono in pieno anche per questo studio. Anche i miei numeri partono da un gruppo già scremato, e anch’io vedo sparire dei ragazzi dalla classifica senza sapere se abbiano smesso di correre o se vadano soltanto più piano. L’unica differenza che posso rivendicare è di averle misurate invece di lasciarle implicite. Il resto della puntata parla di questo.

La classifica da cui parte tutto

Lo studio parte dalla classifica che ciclismo.info pubblica ogni anno per ogni categoria giovanile. Nel periodo considerato, dal 2007 al 2025, raccoglie 28 037 piazzamenti stagionali di 11 094 ragazzi3. Ragazzi e non ragazze, e la ragione sono i numeri: le atlete in classifica sono fra un settimo e un decimo degli atleti, le divisioni professionistiche femminili esistono solo dal 2020 e la classifica Under 23 femminile, che nel maschile è quella che dice di più, non esiste. Dove la domanda non ha bisogno di sapere chi ce l’ha fatta, invece, le ragazze ci sono: due volte in questa puntata, una nella seconda, e la quarta fa il punto.

È l’archivio più completo che esista sul ciclismo giovanile italiano. Una precisazione, però, va fatta subito: l’archivio ufficiale della federazione è un’altra cosa, questo è un portale che raccoglie e ordina i risultati per conto proprio. E dentro non ci sono tutti i giovani ciclisti italiani. Per entrarci devi aver fatto almeno un punto, e i punti li prendono solo i primi cinque di ogni gara: cinque alla vittoria e a scendere fino a uno al quinto posto4.

Quanto pesa questo filtro? Si può misurare, perché la federazione pubblica ogni anno quanti sono i tesserati per categoria5. I numeri che seguono sono medie fra le stagioni.

categoriatesserati per stagionein classificaquota
Esordienti3 21449715,5%
Allievi2 67337113,9%
Juniores1 68726215,5%
Under 231 06016215,3%
Barre per categoria con la quota di tesserati presenti in classifica, fra il 13,9% e il 15,5%.

La barra è la media delle stagioni, la linea va dalla più bassa alla più alta. Nel conteggio dei tesserati c’è anche chi corre altre specialità e non può comparire in una classifica su strada, quindi uno su sette è un limite inferiore.

In classifica finisce circa un tesserato su sette. Più del valore colpisce quanto stia fermo: quattro categorie, da cinque a sette stagioni ciascuna, sempre lo stesso ordine di grandezza, in una forbice fra il 12,2% e il 17,2%. Gli altri sei su sette corrono senza mai andare a punti, oppure corrono in una specialità diversa dalla strada. La tessera infatti è per categoria e non per disciplina: un Esordiente che fa solo mountain bike è dentro quel conteggio, pur non potendo comparire in nessuna classifica su strada.

Quell’uno su sette sottostima quanti dei ciclisti su strada finiscono in classifica, perché nel denominatore ci sono ragazzi che nel numeratore non possono entrare. Resta che la classifica mostra solo la punta del ciclismo giovanile, ed è di quella punta che parlano tutti i numeri delle prossime tre puntate.

Le coorti, e il numero che userò sempre

Le coorti principali, cioè i gruppi di nati negli stessi anni che seguo nel tempo, sono i nati fra il 1996 e il 2000. Hanno avuto tutti il tempo di arrivare o di non arrivare. Sono 2 813 ragazzi, 77 professionisti. Professionista, in tutta la serie, vuol dire aver corso in una squadra di primo livello (WorldTeam) o di secondo (ProTeam) entro i venticinque anni. La finestra d’età serve a rendere confrontabili annate diverse; chi arriva più tardi qui non risulta.

Di quei 2 813, però, soltanto 2 183 erano in classifica già da Esordienti, la categoria dei tredici e quattordici anni, l’Under 15 della letteratura. (L’Under 23, invece, copre quattro annate, dai diciannove ai ventidue.) È dagli Esordienti che parte l’imbuto6.

categoriaatleti in classificadi cui partiti dagli Esordientiquota dei 2 183
Esordienti2 1832 183100%
Allievi1 7411 30359,7%
Juniores1 05174534,1%
Under 2334222410,3%
professionisti77663,0%

le due colonne di mezzo non coincidono perché in ogni categoria entrano anche ragazzi che negli Esordienti non c’erano: la quota è calcolata sulla terza colonna, non sulla seconda

Imbuto a scalini da 1 000 classificati in Esordienti a 597 in Allievi, 341 in Juniores, 103 in Under 23 e 30 professionisti, in scala logaritmica.

Sul primo scalino c’è chi a tredici anni era già arrivato almeno una volta nei primi cinque, e i giovani ciclisti italiani sono molti di più. Da lì all’ultimo scalino si scende di trentatré volte, molto meno di tre ordini di grandezza.

Guardiamo l’ultima riga. I professionisti delle coorti sono 77, ma solo 66 erano in classifica già da Esordienti; gli altri 11 sono entrati più tardi. Mettere 77 sopra 2 183 vorrebbe dire contare al numeratore gente che nel denominatore non c’è. La quota è calcolata sui sessantasei che da lì venivano davvero: tre su cento.

Letto al contrario, è il numero più utile di questa puntata: uno su sette dei futuri professionisti, a tredici anni, in classifica non c’era. Se guardi una lista di Esordienti sapendo che i migliori d’Italia sono lì dentro, ricordati che uno su sette di quelli che arriveranno, in quel momento, non c’è ancora.

Sembra un imbuto, e in parte lo è. Ha però una proprietà che rovina le letture semplici: non è lo stesso gruppo che si assottiglia. Fra un quarto e un terzo degli atleti di ogni categoria non è mai comparso in Esordienti, e in Under 23 sono più di uno su tre. Chi legge l’imbuto come «di quei duemila ne sono rimasti trecento» conta fra i sopravvissuti gente che non era mai partita.

Il numero che userò per tutta la serie porta allora la sua etichetta attaccata: ventisette su mille fra chi è mai comparso in classifica, cioè 77 su 2 813. Il tre su cento della tabella è un’altra frazione: 66 su 2 183, i soli partiti dagli Esordienti.

Tre cose da sapere prima di leggere una classifica

La prima: sparire da una classifica non significa aver smesso. Il 30,6% degli atleti delle coorti salta almeno una stagione e poi ricompare, e di questi il 6,7% torna dopo un’assenza di due stagioni o più6. Un rientro dimostra che quell’assenza non era un abbandono. Inoltre, accanto ai 77 professionisti delle coorti ci sono 108 atleti ancora a punti dopo i ventidue anni che professionisti non sono diventati. Sono più dei professionisti stessi. Chi non diventa professionista non ha per forza smesso. Tornerà utile nella seconda puntata, quando l’assenza da una classifica diventerà un’informazione da maneggiare con cura.

Per approfondire, nel documento tecnico: Uscire dalla classifica non è smettere, Quando si smette e Il passaggio di categoria è una rottura?.

La seconda: come sono fatte le categorie. Negli Esordienti la fonte pubblica due classifiche separate, una per annata: primo e secondo anno corrono gare loro e non si fanno concorrenza. Dagli Allievi in su la classifica è una sola e le due annate ci convivono, correndo le stesse gare. La conseguenza si vede nei posti a punti, cioè i cinque piazzamenti che in ogni gara danno punti7.

categoriaquota dei posti presa dal primo anno
Esordienti, classifiche separate49,7%
Allievi, classifica unica26,7%
Juniores, classifica unica33,3%
Under 23, classifica unica11,8%

il 33,3% degli Juniores rompe la discesa, e non so dire perché: in quella categoria quelli del primo anno sono una fetta più grossa del gruppo che in Allievi, ma è un indizio e niente di più

Barre della quota di posti presa dal primo anno: 49,7% negli Esordienti a classifiche separate, 26,7% negli Allievi, 33,3% negli Juniores, 11,8% in Under 23.

Il 49,7% degli Esordienti è quello che ci si aspetta da due classifiche separate. Il numero da guardare è quanto resta al primo anno dove la lista è una sola.

Che con due classifiche separate le annate si dividano i posti a metà è ovvio, e vale anche fra le ragazze: ciascuna corre contro le proprie coetanee. La domanda interessante è un’altra. Quanto riescono a raccogliere i più piccoli dove la lista è una sola e le gare sono le stesse per tutti? Poco più di un quarto in Allievi, un terzo in Juniores, un ottavo in Under 23. Il metro è la parità: con due annate sarebbe metà; in Under 23, che di annate ne ha quattro, un quarto. Il primo anno prende insomma circa la metà di quanto gli spetterebbe. I posti non spariscono: li vincono i più grandi. Chi legge la classifica di un quindicenne al primo anno di Allievi sta guardando un ragazzo che corre contro avversari con un anno di sviluppo in più.

Che il meccanismo sia davvero questo lo dice il ciclismo femminile, dove la fonte ha cambiato struttura in corsa. Fino al 2021 le Esordienti avevano una classifica sola, e in quel periodo il primo anno raccoglieva il 28,5% dei posti: lo stesso ordine di grandezza del 26,7% maschile, in un’altra categoria e in un altro movimento. Dal 2022 le classifiche sono due e la quota sale a metà8, come c’era da aspettarsi.

Due barre a confronto: con la classifica unica il primo anno prende il 28,5% dei posti, con le classifiche separate il 49,6%.

Stessa categoria e stessa età, prima e dopo il cambio di regolamento: il numero che porta l’informazione è il 28,5% di sinistra, cioè quanto raccoglie il primo anno quando la lista è una sola.

Per approfondire, nel documento tecnico: Ma il primo anno non sparisce per mancanza di posti, Quanto sono concentrati i punti e Un cambio di regolamento che vale un esperimento.

La terza: il calendario si sta accorciando. In una stagione la classifica registra in media 639 gare in Esordienti, dove però somma i due calendari separati, e 146 in Under 23. Soprattutto, fra il 2009 e il 2025 le gare registrate calano del 40% negli Esordienti e del 58% in Under 23. Colpa della pandemia? No: il calo era cominciato prima, e dopo il 2020 non si è tornati ai valori di prima. Nella finestra in cui il confronto è possibile i tesserati Esordienti calano di circa un decimo e le gare di quasi un quinto. Il movimento si restringe, e il calendario si restringe più in fretta.

Meno gare vuol dire meno posti a punti, quindi una classifica che si assottiglia da sola: due annate lontane non si possono confrontare come se niente fosse. Il calo, tuttavia, riguarda il movimento maschile e non il ciclismo giovanile in generale. Dove il confronto regge, cioè in Allievi e Juniores, fra il 2011 e il 2025 le gare maschili calano di oltre un terzo mentre quelle femminili tengono, e il divario si stringe: da una gara femminile ogni sette maschili a una ogni cinque in Allievi, da una ogni dieci a una ogni cinque in Juniores8.

Per approfondire, nel documento tecnico: Quanti posti c’erano prima e L’attrito della classifica e quello vero.

Cosa misura quel punteggio

Un’ultima cosa sullo strumento. Nel 2025 due ricercatori olandesi hanno pubblicato la critica più efficace che si potesse muovere a uno studio di questo tipo: un ranking federale che non pesa le gare per livello mette sullo stesso piano chi corre gare internazionali e chi corre gare sotto casa.

Sulla classifica italiana quella critica è disinnescata a metà, perché il regolamento le gare le pesa. Lo si vede indirettamente dividendo i punti per il numero di piazzamenti: 2,67 punti per piazzamento in Esordienti, 2,73 in Allievi, 3,02 in Juniores e 4,17 in Under 239. Il salto cade esattamente dove entrano in funzione i moltiplicatori del regolamento, che fanno valere di più le gare di livello alto: dagli Juniores in su. In Esordienti e Allievi la scala è piatta, e torna con il fatto che a quelle età un calendario internazionale non esiste.

L’altra metà della critica resta in piedi. Un ranking premia comunque chi va forte nelle gare più frequenti in calendario: uno scalatore, in un calendario fatto di percorsi veloci, ha meno occasioni di andare a punti. Per correggerlo servirebbe sapere com’era fatta ogni gara, e quel dato non esiste. Nessuno classifica i percorsi delle gare giovanili italiane.

Per approfondire, nel documento tecnico: Lo stesso punteggio è lo stesso risultato? e Ma i pari merito sono moltissimi.

Cosa resta

Ogni percentuale che leggerai nelle prossime puntate ha come denominatore un settimo dei ragazzi tesserati e non la loro totalità, per cui le quote vere sono più basse di quelle scritte. Di quanto, esattamente, non lo so. Chi dice di saperlo sta estrapolando.

Per approfondire, nel documento tecnico: Si possono stimare gli anni che mancano?.

L’imbuto non è lo stesso gruppo che si assottiglia: in ogni categoria c’è una quota consistente di ragazzi che negli Esordienti non c’erano, ed entrare tardi è normalissimo. Un futuro professionista su sette, a tredici anni, non era in classifica, ed è un settimo diverso da quello dei tesserati qui sopra, che è la quota di chi in classifica ci entra.

Adesso sai di chi parliamo. A che età quel piazzamento comincia a dire qualcosa sul futuro? È il tema della prossima puntata.


Come lo sappiamo

Le classifiche vengono da ciclismo.info, stagioni 2007-2025. I tesserati vengono dai dati statistici pubblicati dalla Federazione Ciclistica Italiana e coprono le stagioni 2018-2025. Le due serie non sono perfettamente allineate, perché il tesseramento è per categoria e non per specialità: la copertura calcolata è quindi un limite inferiore.

La letteratura è riassunta in una rassegna di ventidue studi pubblicati fra il 2006 e il 2025, con riferimento completo, DOI e limiti di ciascuno. Cinque li ho letti per intero; per gli altri ho lavorato su abstract e citazioni incrociate.


  1. Schumacher Y.O. et al. (2006), Success in elite cycling: a prospective and retrospective analysis of race results, Journal of Sports Sciences 24(11), 1149-1156. DOI 10.1080/02640410500457299. ↩︎

  2. Tutti gli studi citati in questa sezione, con riferimenti e limiti, stanno in docs/literature_review.md. ↩︎ ↩︎ ↩︎

  3. Calcolo in report/moduli/provenienza.py. ↩︎

  4. Federazione Ciclistica Italiana, Norme Attuative 2027, Cat. Esordienti / Allievi / Donne Esordienti / Donne Allieve, art. 4.4.21 per la scala dei punti e artt. 4.2.1 e 4.2.5 per le due annate che corrono separate. Sono le norme della federazione, cosa diversa dal regolamento con cui la fonte costruisce la propria classifica, che pesa le gare per livello. ↩︎

  5. Calcolo in report/moduli/copertura.py, dai tesserati raccolti in riferimenti/tesserati_fci.csv. ↩︎

  6. Calcolo in report/moduli/attrito.py. ↩︎ ↩︎

  7. Calcolo in report/moduli/posti.py. I posti sono stimati dai piazzamenti nei primi cinque, cinque per gara. ↩︎

  8. Calcolo in report/moduli/ragazze.py. ↩︎ ↩︎

  9. Calcolo in R/30_misura.R, reso da report/moduli/misura.py. ↩︎